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In Sicilia Pd con Lombardo: il no di Burtone è una voce fuori dal coro PDF Stampa E-mail
Tuesday 05 January 2010

A pochi giorni dall’inizio del 2010 Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, ha varato la sua nuova squadra di governo (la terza in 18 mesi). Il Lombardo-ter nasce da uno strano miscuglio di forze formato dal Movimento per l’Autonomia del presidente, dal Pdl Sicilia (staccatosi dal Pdl ufficiale, fa capo a Miccichè e Fini) e dall’unico esponente Rutelliano. Resta fuori il Pdl “ufficiale”, legato a Schifani ed Alfano e rappresentato nell'isola dai coordinatori Castiglione e Nania. Ambigua è invece la posizione del Pd. Se per il senatore Enzo Bianco il Pd resta all’opposizione, pur valutando singolarmente eventuali iniziative che siano nell’interesse della Sicilia, il presidente Lombardo sostiene di poter contare sull’appoggio dei deputati democratici: “Abbiamo fiducia nel Pd. Possiamo contare sulla sua disponibilità perché è alla base di questo governo. Così, una volta per tutte, smentiamo la storia dei numeri insufficienti. In aula non saremo trenta ma circa sessanta, considerando i deputati del Partito democratico. Quando il governo regionale elaborerà un disegno di legge si preoccuperà di trovare preliminarmente, assieme al Pd, un punto di sintesi”.

Chi invece non ci sta è il deputato nazionale Giovanni Burtone il quale, dimostrando coerenza e soprattutto onestà politica nei confronti degli elettori del Pd, si è opposto con fermezza all’ipotesi di una collaborazione col governo Lombardo. Durante un dibattito con il senatore Pistorio, trasmesso ieri dall’emittente locale Telejonica, Burtone ha dichiarato: “Bisogna avere rispetto del mandato elettorale. Gli elettori hanno scelto, dando una maggioranza consistente al centrodestra sia a Roma che in Sicilia, ed io credo che al Pd sia stato affidato invece un altro compito, quello di fare un’opposizione seria e rigorosa e di preparare l’alternativa. Questa scelta che mette indubbiamente il Pd in una posizione equivoca in Sicilia non viene percepita positivamente dal nostro elettorato, anzi colgo segni di insofferenza tra i cittadini”. E ancora ricorda Burtone come nel 2006 il movimento di Lombardo si presentò alle elezioni con lo stesso simbolo della Lega Nord ed oggi sostiene il governo Berlusconi. “Ciò rappresenta un terreno che non è del Partito Democratico e per questo non può esserci alcuna affinità con l’Mpa“. E aggiunge ancora Burtone: “sulle leggi spero che ci sia una convergenza per il bene della Sicilia, ma quello che io temo sarà la gestione di queste riforme che nelle mani di questo governo finirà per essere soltanto utile ad ampliare il sistema clientelare del partito del presidente Lombardo. In questo momento, mentre tutti gli altri partiti sono in difficoltà, l’unico partito che si compatta è il partito personale di Lombardo, l’Mpa, un partito che espande la propria rete di potere in tutti i settori della vita pubblica, con un’occupazione militare del potere siciliano. Credo che tutto ciò non sia nell’interesse dei siciliani né del Partito Democratico”.

Quella di Burtone è una posizione coraggiosa e di grande personalità, seppur minoritaria all’interno del partito regionale: “all’interno dell’assemblea del partito la mia è una posizione minoritaria –dice Burtone- ma trovo che all’esterno raccolga molti consensi tra coloro i quali si riconoscono in questa nostra opposizione interna”.

(www.giornalisticamente.it)

 
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