Prima Pagina
Acoset: c'è un limite a tutto
Saturday 24 July 2010

 "Predicare bene e razzolare male. E' la politica portata avanti dal Movimento per l'autonomia che nella vicenda dell'Acoset ha dimostrato ancora una volta che ha un solo obiettivo: arraffare tutto".Lo dice il parlamentare nazionale del Pd Giovanni Burtone."Quella del Mpa - aggiunge Burtone - sembra quasi una corsa contro il tempo. C'è di più: il 53% dei sindaci si è preso il controllo del 100% della società.

All'Acoset si è consumato l'ennesimo assalto a posti di sottogoverno, tutti attribuiti a esponenti del partito del presidente della regione, Raffaele Lombardo, eccezion fatta per Fabio Fatuzzo, che in questa vicenda è stato sponsorizzato dal primo cittadino catanese, Raffaele Stancanelli, il quale, dopo aver azzerato la giunta, ha fatto rientrare quasi tutti gli assessori uscenti.

La politica ha ancora una volta dimostrato di non avere a cuore gli interessi della collettività. L'Acoset, è il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti, tranne però nei rubinetti dei propri utenti, i quali restano per lunghi periodi a secco. Di contro le tariffe sono sempre più esose. Se il servizio peggiora e le tariffe aumentano, evidentemente c'è qualcosa che non funziona. Ad oggi non vi è stato nessun intervento concreto per migliorare il servizio, calmierare le tariffe e migliorare le relazioni con i clienti; quest'ultimi hanno, da anni, enormi difficoltà a contattare gli uffici per ottenere semplici informazioni. C'è un limite a tutto - conclude Burtone - ma evidentemente certa politica limiti non ne ha".
 
Sanità: Potenziare immediatamente pronto soccorso Giarre (CT)
Tuesday 20 July 2010

 Il vicepresidente della Commissione sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, l’on. Giovanni Burtone, ha effettuato questa mattina un sopralluogo nel presidio ospedaliero di Giarre, in provincia di Catania. La visita è stata preceduta da un incontro con il sindaco Teresa Sodano e la Commissione Consiliare Sanità, tenutosi nel Palazzo di città.

All’ospedale di Giarre, l’on. Burtone, accompagnato dalla Rete delle Associazioni cittadine e dal consulente della Commissione Claudio Pulvirenti, è stato accolto dal direttore generale della Asp di Catania, Giuseppe Calaciura, nonché dal direttore sanitario di presidio e da alcuni primari. Lo stato generale dell’ospedale era già stato oggetto di diversi incontri con sindaco e cittadini.

“Il quadro generale è molto delicato e preoccupante. E’ grave, in particolare, lo stato di depotenziamento del pronto soccorso che, dai dati forniti e dalla verifica fatta - ha detto l’on. Burtone - è apparso in stato di grande disagio, sia dal punto di vista dell’organico sia dal punto di vista dell’adeguatezza strumentale e diagnostica. Entrambi i due aspetti risultano del tutto insufficienti rispetto alle esigenze del territorio, tanto più in un periodo, come quello estivo, in cui con il maggior afflusso di turisti, fa aumentare proporzionalmente anche le esigenze”.

“Il Pronto Soccorso di Giarre è in condizioni preoccupanti e va immediatamente potenziato” ha precisato Burtone.  “Di questo ho informato il presidente della Commissione parlamentare Orlando, chiedendogli di attivare, quanto prima, un’interlocuzione con l’assessore alla Salute della Regione Massimo Russo".

Si parlerà dell’ospedale di Giarre ma anche degli altri nosocomi della Provincia di Catania, il 26 luglio, giorno in cui una delegazione della Commissione d'inchiesta terrà un incontro in Prefettura sulla questione dei presidi ospedalieri del territorio catanese. Sarà questa la prima di una serie di verifiche che proseguiranno anche nelle altre province siciliane.

 
Sul "muto" di Palazzo Platamone
Wednesday 14 July 2010

 Nei giorni scorsi è apparso su “La Sicilia” un articolo che narra della vicenda del “muto” a Palazzo Platamone. L’assessore Ferrera è stata intervistata dalle emittenti radiotelevisive e la notizia riportata, pure, su giornali di tiratura nazionale (La Repubblica del 7 giugno 2010). E’ prevalsa la vanità e il desiderio di apparire ad ogni costo, financo quando tutto ciò finisce col vulnerare (gravemente) un povero sordomuto. Per dirla evangelicamente, un “afflitto” della vita, un lavoratore disabile che pare svolgesse l’attività di custode e non quella di guida. Le espressioni, usate nell’articolo  e nelle interviste, offendono la povera gente dei bassi della nostra città che non può godere degli agi delle case di chi può.

In questa inconcepibile maniera si pone l’intellighenzia di Catania, città attanagliata, innegabilmente, da mille gravi problemi.

Dunque, da una parte il giornalista fa vuota ironia sul sordomuto e sulle fasce deboli, dall’altra la stilista Ferrera (in Giunta di centrodestra) espone il sordomuto ad una reclame che, certamente, il povero infelice non ha mai richiesto. La stilista Ferrera forse non sa che la legge tutela i disabili e la loro condizione delicatissima anche in termini di privacy.

Il centrodestra tenta di porre il bavaglio al rigoroso lavoro della Magistratura e delle forze di Polizia con le nuove norme in tema di intercettazioni: sarebbe auspicabile che imparasse a conservare il silenzio e la riservatezza su argomenti di rilevanza sociale.

Infine, l’unico quotidiano cittadino farebbe meglio ad occupare la prima pagina per battaglie di sicuro profilo civile e democratico.

 
Studentessa ferita: complimenti alla Polizia, ora speriamo Laura guarisca e con lei la città
Saturday 03 July 2010

 Desidero esprimere alla Polizia di Stato tutto il più sincero apprezzamento per il lavoro svolto che ha portato all'arresto del responsabile della sparatoria di ieri. Ora ci auguriamo che Laura Salafia possa presto guarire.
Tutto questo, però,  non deve far derubricare il tema della sicurezza della città di Catania, dall'agenda delle priorità . Noi, infatti, vogliamo che con Laura guarisca anche questa città. I cittadini avvertono questo clima diffuso di insicurezza. Certo, oggi si è inaugurata una stazione dei Carabinieri nel quartiere Librino ma per cambiare il clima c'è bisogno che la questione sicurezza sia una priorità politica e non solo una questione di ordine pubblico.
Servono investimenti nel sociale, nella rete scolastica, a sostegno dell'associazionismo, della qualità della vita. Purtroppo i segnali, a partire da questa manovra finanziaria, non sono incoraggianti.

 

 
Studentessa ferita: atto indegno, Sindaco si svegli
Thursday 01 July 2010

 Oggi a Catania è accaduto un fatto gravissimo, indegno della nostra comunità. Formulo alla studentessa universitaria gli auguri che presto possa essere a casa e tornare alla sua vita. La affidiamo ai medici e alle preghiere. E’ un episodio sul quale riflettere e su cui le istituzioni devono reagire conforza.
E non vorrei far polemica politica però al Sindaco chiedo di aprire gli occhi e di uscire dalle stanze in cui la sua fragile maggioranza lo costringe a stare e di guardare il degrado in cui è piombata questa città. Tutto questo mentre la manovra taglia ulteriormente i fondi alle forze dell’ordine.  Oggi è una triste giornata per la nostra città ferita.

 
Diamo una prova di partito Democratico
Friday 25 June 2010

In questo Paese e nella nostra Sicilia siamo abituati, me compreso, a guardare sempre “l’ultimo miglio” e non all’intero percorso delle vicende. Un po’ per pigrizia e un po’ per forma mentale.

Tuttavia in questo momento storico della vita istituzionale e politica della Regione dovremmo tutti fare uno sforzo per valutare sul serio la gravità della situazione e percorrere  la strada a ritroso che parta dal 2008. Dall’anno delle elezioni regionali con la schiacciante vittoria del Governatore Lombardo e del centrodestra.

Una vittoria che ha attribuito al centrodestra una ampissima maggioranza,trascinata,anche,da roboanti annunci di grandi riforme e  palingenesi economiche sociali e istituzionali. Invece, poiché il buongiorno si vede dal mattino, l’era del Lombardo governatore si è avviata nella più ordinaria e volgare gestione del potere su cui si è innescata quasi subito la reale crisi all’interno della maggioranza di centrodestra.

E così, di fronte al fallimento politico di quella maggioranza uscita dalle urne, l’ambizioso Governatore, invece di prenderne atto, ha preferito buttare la palla in tribuna.

Si sono tirati fuori dal cilindro i conigli identitari, i totem autonomisti, i governi per le riforme a geometrie variabili, tutto questo mentre nella Sicilia vera, quella delle persone in carne ed ossa, i problemi si sono moltiplicati. Basta ricordare le vicende dei rifiuti, prima a Catania e poi a Palermo, le crisi aziendali e occupazionali, l’annosa questione dei precari. Non c’è settore della società siciliana che non mostri febbre alta, nella totale inerzia di iniziativa di un presidente non interessato al governo dei problemi, ma solo alla pratica del sottogoverno.

Ma se vogliamo percorre a ritroso la strada tortuosa di questa legislatura regionale, le ultime curve non possono che riguardare proprio il mio partito, il PD.

Il PD ha perso le elezioni regionali ed è stato chiamato ad esercitare il ruolo di opposizione. E’ la ratio di una legge che consente l’elezione diretta dei governatori.

Buon senso e linearità politica avrebbero che, soprattutto, il PD prendesse atto del fallimento del centrodestra e invitasse il Presidente a rassegnare le dimissioni.

E invece a dicembre scorso c’è stata una assemblea regionale del PD in cui c’è stato un solo voto contrario alla decisione del segretario regionale del PD di aprire un credito al governatore Lombardo, già in minoranza, sulla cosiddetta finanziaria delle riforme.

Rivendico con orgoglio quella posizione politica e soprattutto culturale, perché con i bari non si deve giocare. Infatti, senza ipocrisie, bisogna dire con nettezza che già si conosceva lo sbocco finale di quella apertura che ognuno ha declinato a modo suo a scapito del PD.  

Ora, leggiamo interventi di autorevoli rappresentanti istituzionali, dirigenti siciliani del  PD lanciare inquietanti suggestioni autonomiste che fanno il paio con disarticolazioni trasformiste e gattopardesche già in atto nel centrodestra.

Ma quali governi tecnici, quale salute pubblica. Si prenda atto di un fallimento politico e si lavori seriamente a costruire una alternativa. E’ la pubblica opinione che è disorientata da un atteggiamento così ambiguo da parte del nostro partito.

Bene ha fatto il segretario nazionale a ribadire con fermezza che il PD è un partito nazionale.

E comunque voglio anche ammettere che l’idea di una collaborazione con Lombardo possa essere maggioritaria nel gruppo dirigente regionale ma chiedo che queste scelte siano fatte fuori dai porti delle nebbie, al chiuso di alcune stanze, ma che si palesino pubblicamente. E la sovranità di queste decisioni non appartiene solo a noi ma ai militanti e agli elettori del Partito Democratico.

Pertanto avanzo formalmente al  segretario regionale Lupo la richiesta di promuovere  un referendum tra iscritti, militanti ed elettori del PD,  per conoscere la reale opinione della base sulla collaborazione con il governatore Lombardo.

Basta schermaglie sugli organi di informazione e parola al popolo delle primarie, da qui a poche settimane.

Diamo una prova di partito Democratico e ciascuno si rimetta alla volontà del partito e non di questo o quel dirigente.

 
Burtone ad autonomisti: “la parola venga data ai nostri elettori".
Friday 25 June 2010

A Lumia e Cracolici dico, se la ragion d'essere di questo PD federale in salsa siciliana è quella di essere alleati di Lombardo "Zelig", allora la parola venga data agli elettori del partito democratico.
Chiedo al segretario regionale Lupo, che venga promosso un referendum che coinvolga tutto il PD, iscritti, militanti, elettori, affinchè si pronunci sulla collaborazione con il governatore Lombardo. Basta ambiguità e geometrie variabili. Non penso che i sostenitori del Pd autonomo abbiano paura che si pronuncino i nostri elettori e quindi superiamo questo assurdo dibattito e vediamo cosa ne pensa la base del partito. Le primarie non servono solo per eleggere i segretari di partito ma anche, e forse soprattutto, per scegliere la linea politica.

 
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